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papiri di Siracusa , Carta di papiro, Ciane e i sui papiri,
pianta di papiro , quadri in papiro, Papiro di Siracusa
"Il Ciane ed
i suoi Papiri"
Se avete voglia di un itinerario
particolare che vi porti in un luogo incantato dove natura e mito si
fondono seguiteci presso le rive del
Ciane,
un breve fiume le cui acque sgorgano dalle sorgenti di testa
Pisima e Pisimotta per scorrere poi lentamente in
pianura e sfociare dopo circa 8 km, nel golfo di
Siracusa.
Anticamente questi luoghi erano consacrati al culto di Persefone
(Proserpina presso i latini) e secondo la leggenda Ciane era una
ninfa nata a Siracusa amante di Anapo. La ragazza venne trasformata,
per vendetta, nel fiume omonimo dal dio degli inferi Ade (per i
latini Plutone), per avere cercato invano di impedire il rapimento
di Persefone. Il giovane Anapo, volendo rimanere il più vicino
possibile alla sua amata, si fece trasformare anch'egli in fiume per
ricongiungersi con lei al termine del suo percorso e per versasi
poi nel Porto Grande di Siracusa.
Proprio qui, dove mito e bellezze naturali si fondono, il
14 Marzo del 1984 è stata istituita, con Decreto
dell'Assessorato Territorio Ambiente, una
riserva
naturale orientata volta alla salvaguardia del papiro lungo il corso
del fiume Ciane ed alla conservazione dell'ambiente delle Saline
alla periferia di Siracusa.
La
zona si può raggiungere via terra o per
via fluviale. Via terra percorrendo per alcuni
chilometri la strada provinciale Siracusa-Canicattini
Bagni. Superando il capoluogo di circa 4 km ci si
imbatte nell'indicazione che introduce sulla strada che porta alla
sorgente del fiume Ciane. Per
via fluviale invece bisogna incamminarsi
da Siracusa
verso Avola e, a circa 2 km dal capoluogo, dopo essere
passati sull'Anapo e sul Ciane, sulla
sinistra si può accedere al luogo in cui sono custodite le barche
che portano il turista a visitare il corso del
fiume
Ciane con i suoi rigogliosi papiri.
La riserva si sviluppa per circa 316 ettari in un'area pianeggiante
di natura essenzialmente calcarenitica, circondata da
rilievi alti circa 20-30 metri sul livello del mare. I terreni
affioranti sono in massima parte sedimenti di origine marina di età
quaternaria ad eccezione di Cozzo Pantano
dove affiorano calcari di età miocenica. Anticamente tutta
la zona circostante al fiume era occupata dalle paludi Lisimelie
che dopo le opere di bonifica hanno ceduto il posto a fertili
terreni agricoli. Lungo le sponde è presente una ricca vegetazione
ripariale di cui fanno parte numerose specie ormai rare in Sicilia,
come il papiro con i suoi cespi alti anche
3-4 metri sormontati dalle eleganti infiorescenze a ciuffo, che
creano un ambiente lussureggiante ed insolito che ricorda i corsi
d'acqua africani. Per lungo tempo si è creduto che questa pianta
fosse stata introdotta in Sicilia dagli Arabi, in realtà studi più
recenti hanno confermato che essa sia da considerare indigena. Sulle
sponde del fiume Ciane il papiro trova le
condizioni ideali per la propria crescita anche se, fino a qualche
anno fa, i tagli indiscriminati per realizzare carta artigianale ne
hanno ridotto la
quantità.
Qui la vegetazione inoltre, è ricca di cannucce di palude,
di poligono seghettato, di giaggiolo acquatico, di
lisca lacustre, di piantagine acquatica, di
gramignone natante, di sedano d'acqua e di
crescione. Nelle zone in cui l'acqua ristagna troviamo
zigoli, carici, garofanini minori,
salcerelle e romici, mentre sul suolo grandi esemplari
di pioppi, salici e un fitto intreccio di
carici spondicole. I tratti più profondi ospitano invece, una
vegetazione tipicamente acquatica con ceratofillo comune, millefoglio
d'acqua, brasca increspata, brasca comune e lenticchia
d'acqua. Oggi comunque, la vegetazione del Ciane, e soprattutto
il papiro, è fortemente minacciato dalle
opere di bonifica che l'uomo ha fatto sulle paludi circostanti,
dall'impoverimento delle falde, dall'inquinamento prodotto dalle
industrie e dalla salinizzazione delle acque
Il fiume è il luogo ideale per la sosta e lo svernamento degli
uccelli, oltre che come zona di nidificazione. Qui si sono
ambientati il cavaliere d'Italia, le folaghe, la
gallinella d'acqua, il tarabusino, il
porciglione. Ma la Riserva del Ciane e delle Saline
di Siracusa riveste una notevole importanza anche per la
migrazione e lo svernamento di numerosi uccelli acquatici. Nelle
saline è possibile ammirare uccelli di grosse dimensioni come il
fenicottero, la spatola, l'airone cenerino e
l'airone rosso, la garzetta, ed anche più piccoli
come il gambecchio, la rumorosa pettegola, il
combattente. Nel periodo autunnale e invernale si possono
osservare anche nutriti gruppi di anatridi che sostano
negli specchi d'acqua delle saline come la volpoca, il
codone, il mestolone, la marzaiola, il
germano reale, ed inoltre moriglioni, alzavole
e morette tabaccate. Una tale ricchezza di specie, che si
avvicendano durante l'anno nel territorio della riserva e che
utilizzano ogni microambiente, costituisce una conferma
dell'interesse che la zona riveste per la fauna selvatica e per il
ruolo svolto nella sua conservazione.
L'area protetta comprende anche le Saline di Siracusa che hanno
cessato di essere attive proprio in coincidenza dell'istituzione
della riserva nel 1984. Dopo l'abbandono la zona si è arricchita di
una fitta vegetazione alofila e inoltre un minore afflusso
di acqua nelle vasche ha determinato un conseguente aumento della
salinità.
Le saline costituirono dal Seicento una risorsa economica di grande
importanza e restarono in attività fino agli anni '80 quando furono
per la crisi del settore. Attualmente vi giungono due volte l'anno
gli uccelli migratori per rifocillarsi e sostare
Dal Museo del
Papiro di Siracusa (Prof. Corrado Basile)
È stata condotta un’indagine storica,
attraverso le fonti documentarie, per far luce sulle origini di
Cyperus papyrus L. di Sicilia e, in particolare, del fiume
Ciane, che può essere considerato oggi (ad eccezione della piccola
colonia di Fiumefreddo di Sicilia) l’ultimo superstite di una più
ampia presenza nella regione.
Dalle testimonianze raccolte è emerso che il papiro era presente in
molte aree in Sicilia, dove è scomparso per vari motivi, quasi tutti
riconducibili alle opere di bonifica. Sono state inoltre analizzate
le tesi che protendono per l’indigenato della pianta e quelle
favorevoli all’introduzione durante la dominazione araba o nel III
secolo a.C. È stato condotto anche uno studio sui dati linguistici
relativi alla voce “papiro”, che ha evidenziato che nessuno dei nomi
dialettali usati in Sicilia è di origine araba, rilevando invece
un’assonanza tra le voci siracusane pampèra e pappèra
e le frasi tardo-egizie pa-en-peraa e pa-per-âa, a
sostegno della presenza della pianta in Sicilia nel III secolo a.C. Per tracciare la storia della produzione papiracea a Siracusa, è
stata svolta un’accurata indagine su quanti ne tentarono la
manifattura, favoriti dalla materia prima offerta dal papireto del
fiume Ciane.
L’indagine condotta in archivi europei ha permesso di rintracciare
un’ampia documentazione manoscritta dello studioso siracusano
Saverio Landolina - considerato il promotore di quest’attività - e
di altri personaggi dell’epoca, che ci consente tra l’altro di
fissare con certezza nel maggio 1781 l’inizio della produzione della
carta papiracea a Siracusa, nonché di conoscere meglio il fitto
intreccio tra la cultura siciliana del tempo e i maestri delle
grandi scuole europee.
Il ritrovamento di istanze e di lettere ministeriali inedite, che ha
messo in evidenza anche alcuni personaggi fino ad oggi sconosciuti,
ha permesso di tracciare un elenco dei produttori di carta che hanno
portato avanti
avanti la tradizione del papiro a Siracusa. Il
Museo del Papiro è impegnato da diversi anni nel progetto “Restauro
Conservativo dei Papiri in Egitto”, che ha lo scopo di favorire
attività di studio, di ricerca, di scambi e di esperienze con le
istituzioni culturali e scientifiche egiziane, con particolare
riguardo alle attività di restauro conservativo dei papiri e alla
formazione nel campo del restauro.
Nell’ambito del progetto, promosso e diretto da Corrado Basile, sono
state svolte diverse attività.
- Missioni di restauro conservativo dei papiri
in Egitto
- Gemellaggio con la Bibliotheca
Alexandrina
- “Laboratorio di restauro conservativo dei
papiri” nel Museo Egizio del Cairo
- Corsi di restauro conservativo dei papiri

Il Segretario Generale del Consiglio Superiore Egiziano delle
Antichità ha recentemente nominato, con apposito Decreto, Corrado
Basile Consulente per tutti i progetti che riguardano il restauro
dei papiri nei musei e nei siti archeologici in Egitto. Il Decreto,
inoltre, vieta di restaurare i papiri senza aver prima consultato il
Basile e fa obbligo a tutte le Autorità di osservare quanto
stabilito.
Missioni di restauro conservativo dei papiri
in Egitto Il Museo svolge dal 2001 missioni di restauro per la
conservazione delle collezioni di papiri nei musei egiziani: Museo
Egizio del Cairo
FOTO, Museo
Greco-romano di Alessandria e Museo
delle Antichità della Bibliotheca Alexandrina . In
breve, i reperti papiracei vengono sottoposti a trattamenti di
disinfestazione, disinfezione, pulitura, consolidamento e fissaggio
degli inchiostri; inoltre, vengono rimossi i vecchi supporti non
adatti e sostituiti con materiali adatti alla conservazione. Le
missioni sono dirette da Corrado Basile con il Gemellaggio con la Bibliotheca Alexandrina
.Nell’ambito del progetto di restauro della collezione di papiri
della Bibliotheca Alexandrina e del programma di iniziative
aventi come obiettivo i rapporti tra l’Egitto e Siracusa, il 14
ottobre 2004 il Museo del Papiro e la Bibliotheca Alexandrina hanno firmato
l’Accordo di Gemellaggio, per intensificare la collaborazione a
lungo termine tra le due istituzioni, particolarmente nel campo del
restauro, della salvaguardia e dell’esposizione dei papiri.
L’idea del gemellaggio tra la Bibliotheca Alexandrina e il
Museo del Papiro nasce da valide considerazioni e, per quanto
riguarda lo specifico campo di interesse, molti punti legano le due
istituzioni.
Considerato pertanto l’obiettivo comune di favorire attività di
studio, di ricerca, di scambi e di esperienze con istituzioni
culturali e scientifiche internazionali, le due istituzioni si sono
impegnate a perseguire gli obiettivi di seguito riassunti, nel
rispetto delle relative identità ed autonomie e nell’ambito delle
proprie competenze:
1.Intensificare la collaborazione, particolarmente nel campo del
restauro conservativo, salvaguardia ed esposizione dei papiri.
2.Valorizzare gli aspetti ed i rapporti culturali tra le città di
Alessandria e di Siracusa.
3.Promuovere convegni, seminari, mostre e tutte le iniziative che
possano divulgare la conoscenza delle rispettive culture.
4.Offrire scambievole assistenza su qualsiasi necessità di ricerca
didattica e scientifica riguardante il territorio di Alessandria e
la Sicilia.
5.Promuovere scambi e proposte turistico-culturali.
6.Valorizzare e divulgare le attività realizzate anche separatamente
dalla Bibliotheca Alexandrina e dal Museo del Papiro. Come è
stato ricordato nel corso della cerimonia, le due istituzioni hanno
espresso reciprocamente il più vivo compiacimento per l’Accordo di
gemellaggio, di amicizia e di collaborazione sottoscritto, che
richiama alla memoria lo spirito dell’antica Bibliotheca e
dell’annesso Mouseion e che ha visto la luce nel 15°
anniversario dell’apertura ufficiale del Museo del Papiro e nel 2°
anniversario dell’inaugurazione della Bibliotheca Alexandrina.
“Laboratorio di restauro conservativo dei papiri”
nel Museo Egizio del Cairo
Il
Museo ha allestito all’interno del Museo Egizio del Cairo il
“Laboratorio di Restauro Conservativo dei Papiri”, grazie anche alla
partecipazione finanziaria della Provincia Regionale di Siracusa che
ha sostenuto sin dall’inizio questa importante iniziativa. Il
“Laboratorio” è stato voluto fortemente da Corrado Basile, con il
proposito di
mettere a disposizione tutta la sua esperienza e conoscenza per la
conservazione a lungo termine del patrimonio culturale dei papiri.
Il 5 luglio 2005 si è svolta la cerimonia di apertura ufficiale del
“Laboratorio”, vantato dalla stampa egiziana come
“il primo di questo genere in Medio Oriente”. Alla cerimonia erano
presenti il Segretario Generale del Consiglio Superiore delle
Antichità Zahi Hawass, l’Ambasciatore d’Italia Antonio Badini, la
Direttrice Generale del Museo Egizio Wafaa El Saddik, il Direttore
Sayed Hassan, rappresentanti del mondo accademico e politico
italiano, egiziano e di altri Paesi. Numerosa anche la presenza di
giornalisti ed operatori TV egiziani e stranieri.

Corsi di
“Storia e manifattura del papiro” e “Metodologie e laboratorio di
restauro conservativo del papiro”
In virtù dell’accordo con il Consiglio Superiore Egiziano delle
Antichità, la Bibliotheca Alexandrina, il Centro di
Papirologia dell’Università Ain Shams del Cairo, la Facoltà di
Archeologia dell’Università del Cairo, la Facoltà di Lettere
dell’Università di Alessandria, il Museo Egizio del Cairo, il Museo
Greco-romano di Alessandria e l’UNESCO Ufficio del Cairo, il Museo
del Papiro organizza i corsi “Storia e manifattura del papiro” e
“Metodologie e laboratorio di restauro del papiro”.
I corsi sono tenuti da Corrado Basile (direttore
del “Progetto”) e da Anna Di Natale (direttore dell’Istituto
Internazionale del Papiro – Museo del Papiro di Siracusa). I corsi,
rivolti a docenti, restauratori, conservatori e studenti, sono
finalizzati alla conoscenza del patrimonio storico-culturale del
“papiro”, con l’obiettivo della specializzazione
nell’attività pratica del restauro dei documenti papiracei.
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